Oltre lo Sguardo2019-11-18T16:03:32+00:00

Project Description

OLTRE LO SGUARDO

DI GIANMARCO CHIEREGATO

Il carisma dello sguardo non consente di rimanere a distanza di sicurezza. Cogliere la bellezza  richiede di aprirsi al movimento di mutazione incessante, al mistero sotto la superficie delle convenzioni. La luce non è mai in ozio, l’occhio non è mai sazio, il baricentro dell’identità e mobile ma l’aura della personalità è un campo magnetico irresistibile. La bellezza è ai confini, in uno sfumato digradare di ombre significanti, in una lotta di contrasti, in un campo di forze disorientanti. La differenza irriproducibile del fascino, l’impronta incommensurabile del carisma, l’unicità della personalità scritta nella assoluta ineffabilità del volto. In un mondo mediatico affollato di cloni ed omologazione, di atteggiamenti scontati e ripetitivi, di simulacri senza autenticità la verità del volto dell’attore oltre la maschera della commedia umana è un mistero che solo un interprete dell’anima sa svelare. Una verità svelata dal ritratto d’autore, l’epifania improvvisa di un istante di verità che si tradisce oltre l’interpretazione di un ruolo. L’individuo è un’apparizione inattesa, un volto sfuggente che si tradisce in un ritratto unico irriproducibile inarrivabile come una divinità contemporanea. E’ il mistero insolubile del confronto col volto  che ci guarda e ci riguarda. Uno sguardo che si trasforma, un’anima che si forma, nell’identità che si tradisce nella stratificazione geologica della pelle.una vibrazione generata per sottrazione della luce, per rimbalzo per rifrazione, tra ombre e accenni di colori sempre circondato da mobili e nobili e leggere gradazioni di colore che si condensa in sensazioni sature di silenzio significante come un sguardo che si protende nel tempo. La personalità è un ultimo lembo di pudore sotto il riflettore che respinge la rapacità dello sguardo della folla, il rinchiudersi delle palpebre sui segreti dell’anima. Volti contemporanei ma rivolti ad un stile senza tempo, saturi di personalità, presenti nell’intimità con il proprio carisma, indifferenti al sensazionalismo. Volti appartati nella consapevolezza. Ritratti da meditazione, lenti distillazioni di toni, tratti, vibrazioni. Solo ritratti sapientemente selezionati in grado di ispirare con un carisma naturale, sguardi predestinati ad una perfetta condensazione della personalità. I sintomi di un carattere, i gesti, le posture inconsce, la presenza corporea nello spazio, il modo dell’epidermide di restituire la luce: l’irriducibile identità individuale che risponde alla sensibilità della luce.

Nei ritratti di  Andy Warhol il culto del glamour e della celebrità si fonda sull’identità assoluta dell’icona con se stessa in modo auto-celebrativo e auto-referenziale, neutro, freddo e ripetitivo, nei ritratti di Chieregato la personalità viene espresso in modo eccentrico, in un momento di autenticità differente dalla prevedibilità, svelando l’insolito, l’inatteso di un movimento, di uno scarto dall’immobile auto-referenzialità della icona. In questo differire dell’immagine dalla prevedibilità è colta il vissuto di un istante, la vitalità autentica dell’esistenza. Una corrente di impulsi che restituisce la trascendenza e l’evanescenza dello sguardo rendendolo autentico e prezioso e che rende possibile una intimità col personaggio irraggiungibile segregato dal successo e dalla celebrità. In molti ritratti l’artista riesce a cogliere tutta lo spleen e la densità malinconia del fuori scena degli attori in compagnia di se stessi. I ritratti di Chieregato mostrano la discesa dal piedistallo della fama, dalle false certezze della narrazione biografia, dalle rivelazioni fisiognomiche, dalla celebrazione agiografia del carattere e del successo. Sono ritratti non ritrattabili, definitivi, oltre qualsiasi narcisismo e culto della personalità.Una indefinita tensione si raccoglie in un bagliore improvviso, un  pudore inaspettato, un ritrarsi di protezione compreso tra i movimenti degli occhi, compresso tra anime in un tentativo di comunicazione. La micro mimica facciale è una sequenza di variazioni di movimenti brevissimi che segnano avvicinamenti cosmici e distanze abissali. La cartografia dei movimenti del volto è un atlante per una esplorazione in grado di cogliere sintomi, movimenti involontari, atti rimossi estromessi dal profondo dell’inconscio, una indefinita tensione trasformata nella magia dell’espressione che cattura l’attenzione. In compagnia del proprio demone personale senza mai correre il rischio di disabituarsi alla bellezza, perché anche anche è questo è magia dell’arte: oltrepassare le porte sbarrate degli archivi  segreti dell’io per a catturare tutta l’intensità dello sguardo affacciato oltre la volatilità dell’immagine: la presenza dell’anima immersa nella vibrazione vitale della luce.

Vittorio Raschetti